marți, 16 aprilie 2013

L'Inter e l'infinita lista di infortuni

Inter-AS RomaGli infortuni non possono essere degli alibi per una stagione così disastrosa, ma senza dubbio hanno inciso sulla mancanza di continuità di questa squadra.


La lista è davvero lunga e se non fosse per non rischiare di mancare di rispetto alle vittime delle esplosioni alla maratona di Boston, in casa Inter si potrebbe tranquillamente parlare di un bollettino di guerra. Il rapporto tra punti conquistati (50) e infortuni (46, compresi quelli di Sneijder e Coutinho salpati per nuove avventure) è quasi di 1 a 1, una percentuale incredibile e che spiega, almeno in parte, il crollo verticale della squadra nerazzurra, a cui mancano gioco, qualità e ora anche interpreti. Una lunga sfilza di infortuni che ha colpito quasi tutta la rosa: dei cosiddetti titolari solo l'eterno capitan Zanetti (ma come fa?) e Juan Jesus sono stati risparmiati da questa che è una vera e propria ecatombe. Stando così le cose, è naturale che sul banco degli imputati sia finito anche il preparatore atletico, Stefano Rapetti. Su di lui pesano le ‘accuse’ di allenamenti troppo blandi e accondiscendi (da ricordare la ripresa degli allenamenti il 2 gennaio dopo le feste natalizie, proprio come nella scorsa stagione) ed una condizione fisica che da qualche mese a questa parte latita. Con una rosa così ampia, risultano quasi incomprensibili i tanti, troppi infortuni che l’Inter ha dovuto annoverare uno dopo l’altro in questa stagione (la palma di più sfortunati se la contendono, Milito, Chivu, Mudingayi ed Obi).


Problemi muscolari, distorsioni e contusioni varie: la rosa nerazzurra non si è fatta mancare nulla, un'ecatombe che non ha fatto distinzioni d'età. Alvarez e Stankovic i primi a finire sotto i ferri già in estate, Gargano e Nagatomo gli ultimi ad affollare l'infermeria di Appiano. In mezzo di tutto e di più, come se il destino si divertisse a vedere soffrire i giocatori nerazzurri. Il mesi più duro senza dubbio novembre con sette infortunati, guarda caso quando la macchina messa in pista da Stramaccioni ha cominciato a sbandare in modo preoccupante. La mazzata finale è arrivata a gennaio, al rientro dalle interminabili feste natalizie. Altri sette infortunati, che hanno dato il via a una catena di San Antonio, tanto che anche febbraio e marzo sono stati caratterizzati da infortuni a catena. Il più grave, senza ombra di dubbio, quello di Diego Milito (lesione al legamento crociato del ginocchio destro), ma anche la perdita precoce di due rincalzi come Obi e Mudingayi ha tolto fiato e polmoni a un centrocampo che è andato in affanno troppo presto.


Gli infortuni non possono essere degli alibi per una stagione così disastrosa, ma senza dubbio hanno inciso sulla mancanza di continuità di questa squadra. Agli occhi di Moratti sono davvero tutti sotto osservazione e nell'ultimo mese non solo Stramaccioni e Branca si giocano la conferma. Anche il futuro di parecchi elementi dello staff medico è in bilico e nel loro caso nemmeno la (difficile) conquista della Coppa Italia potrebbe bastare a fermare la rabbia di Moratti.


Il successo del Inter è indicato a 2.63. A 3.40 troviamo il risultato di parità. La vittoria di AS Roma e compagni è proposta a 2.60.






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Lazio-Juventus 0-2

Arturo-VidalLa Juventus c’è, c’è sempre stata: in Europa ha semplicemente ceduto il passa a quella che è forse la miglior formazione della Champions League.


E’ una vittoria probabilmente cruciale per i destini tricolore della Juventus, quella ottenuta ieri sera allo Stadio Olimpico contro la Lazio. Un successo che avvicina ulteriormente i ragazzi di Antonio Conte al bis di quello scudetto vinto, inaspettatamente, un anno fa.


E’ stata una partita degna della Juve che ci siamo abituati a vedere negli ultimi due anni sotto la gestione dell’allenatore pugliese: grintosa, animalesca, ha divorato la preda laziale grazie alla doppietta firmata da quello straordinario calciatore che è Arturo Vidal. In verità, i bianconeri sono stati forse agevolati dalla situazione deficitaria in cui si trovava la Lazio, con Petkovic che ha dovuto letteralmente reinventarsi la difesa. Ma tant’è, i 3 punti sono arrivati, con buona pace del Napoli che, visto il pareggio di domenica in casa del Milan, vede aumentare il distacco dalla capolista ad 11 punti.


Quella della Juventus contro la Lazio è stata anche la partita delle risposte e delle puntualizzazioni. Come quelle date, tacendo, da Gigi Buffon a quel Beckenbauer che incautamente, due settimane fa, ebbe l’ardire di definirlo pensionato. In verità, l’estremo difensore aveva dato dimostrazione della sempiterna classe già nel match di ritorno contro il Bayern Monaco, ma lì le sue prodezze non erano state sufficienti a salvare il risultato. Qui è andata molto meglio, grazie anche alla differenza, ovviamente, del valore della squadra avversaria.


Altra risposta l’ha data Vucinic a chi lo ha accusato, nei giorni scorsi, di indolenza, discontinuità e mancanza di carattere. Contro i biancocelesti il montenegrino si è disimpegnato egregiamente, pur non andando in rete, e si è procurato il rigore poi trasformato da Vidal. L’ex attaccante della Roma si conferma uomo di maggior classe del parco attaccanti a disposizione di Conte. Se solo segnasse con una certa frequenza, saremmo qui a parlare di un fenomeno. E che dire di Pirlo? Dato per finito o sfinito, ha sfoderato una prestazione d’alta classe, pur avendo addosso due mastini come Ledesma ed Onazi, e fornito il solito repertorio di calcio spettacolo e geometrie di precisione goniometrica.


Risposta anche da parte di Antonio Conte, capace di motivare a dovere i suoi ragazzi: non era compito facilissimo dopo l’eliminazione dalla Champions League, ed il rischio di un crollo psicologico c’era tutto. Ma così non è stato, e di ciò va dato atto al tecnico bianconero, da qualcuno ingiustamente colpevolizzato dopo la delusione europea. Inoltre, la soluzione tattica con Marchisio - peraltro apparso in netta ripresa - in appoggio a Vucinic, e l’inserimento dunque di Pogba sulla linea mediana, fornisce una soluzione in più che potrà essere riproposta anche nella prossima stagione, ed ha inoltre avuto il merito di esaltare maggiormente le caratteristiche del numero 9 bianconero, più libero di muoversi su tutto il fronte d’attacco e di dialogare con i compagni di squadra pronti ad inserirsi da dietro.


Chi, nelle prossime settimane, dovrà dare risposte sarà la dirigenza. Marotta e Paratici dovranno essere abili e straordinari nel respingere gli assalti che, senza ombra di dubbio, verranno lanciati ai maggior club del continente ad Arturo Vidal e Paul Pogba. I due, anche contro la Lazio, sono stati tra i migliori in campo, ed hanno dimostrato di essere tra i più forti centrocampisti d’Europa. Sarà dura resistere alle offerte da capogiro che arriveranno per il centrocampista cileno, ed altrettanto arduo sarà evitare che il francesino cada nelle ricchissime grinfie di sirene ammalianti. Ma l’affermazione della Juventus in ambito europeo passa necessariamente dalla conferma di calciatori di simile livello, prima ancora che da qualsiasi tipo di rinforzo.


La Juventus c’è, c’è sempre stata: in Europa ha semplicemente ceduto il passa a quella che è forse la miglior formazione della Champions League. In Italia, invece, i bianconeri non hanno rivali. Ci siamo affannati, nel corso dei mesi, a cercare l’anti Juve della situazione: ruolo attribuito, di volta in volta, a Inter, Napoli, Milan e via dicendo. La realtà è che la Juventus, questa Juventus, è nettamente superiore alle avversarie: non è certo un demerito, ma piuttosto una situazione degna della massima lode, che sia chiaro.






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vineri, 12 aprilie 2013

Il Pescara attende il Siena

Cristian-BucchiSabato sera all'Adriatico, il Pescara affronterà il Siena in uno dei due anticipi in programma.


Il tecnico del Pescara Cristian Bucchi, ha parlato del momento che attraversa la sua squadra: "Contro la Juve mi è piaciuto lo spirito. Ho visto molto coraggio a Torino, era proprio quello che cercavo dai miei ragazzi. Abbiamo il 5% di possibilità di salvarci. Il Palermo ha riaperto i giochi in due settimane, seguiamo questo esempio".


La squadra abruzzese, per continuare a sperare nella salvezza, deve assolutamente conquistare l'intera posta in palio.

Con 21 punti conquistati in 31 partite, il Pescara occupa l'ultima posizione della Serie A. Dopo il pareggio ottenuto sul campo del Palermo, la squadra di Bucchi è incappata in 7 sconfitte di fila. Sono 6 i punti che dividono il Pescara dalla zona salvezza.

Il Siena, occupa con 27 punti la quart'ultima posizione della classifica. I bianconeri, dopo la sconfitta interna subìta contro l'Atalanta, hanno conquistato quattro risultati utili di fila, una vittoria e 3 pareggi. Nell'ultima gara disputata in trasferta, la squadra di Beppe Iachini ha pareggiato contro il Genoa con il risultato di 2-2.


Lo scorso 18 novembre al Montepaschi Arena, il Siena ha battuto il Pescara per una rete a zero. Sul proprio campo, il Pescara ha conquistato 4 vittorie, un pareggio e rimediato 10 sconfitte.

Il Siena, nel campionato in corso ha vinto 2 delle 15 partite disputate in trasferta, nelle altre tredici occasioni, la squadra toscana ha conquistato 4 pareggi e subìto 9 sconfitte.


La vittoria casalinga del Pescara viene indicata a 3.60, il successo esterno del Siena è in lavagna a 2.10, a 3.25 è proposto il pareggio.






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Domani - Fiorentina di scena a Bergamo

Vincenzo-Montella-2Contro l'Atalanta fuori causa 10 giocatori tra infortuni e squalifiche: "Mai capitato prima ma sarà sfida importante per capire se possiamo ambire al massimo traguardo. I fatti del Franchi? Già puniti i colpevoli, ma critiche fuori luogo"


Attaccare per difendere e difendersi dagli attacchi. Strana vigilia per Vincenzo Montella che domani con la sua Fiorentina sfida l'Atalanta a Bergamo per cercare di proteggere il quarto posto (e magari tornare sulla scia del Milan terzo) e che allo stesso tempo si trova costretto a tornare sull'argomento clou della settimana, la polemica col club rossonero e con Galliani vittima delle intemperanze di parte della tribuna viola del Franchi durante il 2-2 di domenica scorsa.


Il tecnico napoletano ci tiene a non perdere la concentrazione, sarebbe un peccato rovinare quanto di buono mostrato finora in campionato. Sarà difficile però farlo senza l'esercito di infortunati, mannaia per il sogno Champions viola. Out Pasqual, Toni, Mati Fernandez, Savic, Jovetic, Hegazi, Wolski, Camporese ed ovviamente Rossi (oltre allo squalificato Tomovic): "Da quando alleno non mi sono mai trovato così in emergenza, ma niente alibi, domani dovremmo mettere in campo tutte le nostre armi, non solo tecniche ma anche e soprattutto di temperamento. È una partita difficile, troppo importante per il nostro campionato servirà capire che possiamo competere per il nostro massimo traguardo o per il quasi massimo".


Inevitabile però tornare ai fatti del Franchi: "In questa settimana non è successo nulla di nuovo e di diverso rispetto agli ultimi anni, certo che si è esasperata moltissimo la situazione che ci ha riguardato, si è tirato in ballo una città, una tifoseria, una società che nella storia recente hanno dimostrato di essere in prima linea riguardo al fair play. Ho trovato fuori luogo tutte queste critiche a Firenze è stato punito chi doveva essere punito, per un atto di maleducazione non giustificato, ma di sicuro non premeditato. Sia nelle curve che nei settori di tribuna i tifosi viola finora si sono sempre comportati bene, per questo dico che si è esagerato, il fatto è che tutto questo fa parte di un modo di fare generale. Galliani ha detto che tornerà a Firenze ma con una scorta maggiore? L'importante è che la paghi lui", ha concluso col sorriso il tecnico viola.


La vittoria della Fiorentina a Bergamo viene proposta a 2.25, il successo casalingo dell'Atalanta è in lavagna a 3.25, a 3.25 è quotato il pareggio.






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duminică, 7 aprilie 2013

Strama: "C'è rabbia, voglia di vincere"

Andrea-StramaccioniIl tecnico dell'Inter esprime lo stato d'animo con cui la squadra affronta l'Atalanta nel posticipo della 31.a giornata: "Sarà una partita chiave, ma vogliamo fare risultato davanti ai nostri tifosi".


La diagnosi eseguita su Palacio genera un lungo stop. Considerando che manca poco più di un mese alla fine del campionato per noi è certamente un brutto colpo": lo ha detto l'allenatore dell'Inter Andrea Stramaccioni riguardo all'infortunio di Rodrigo Palacio che ha riportato una lesione di secondo grado al bicipite femorale sinistro. Stramaccioni chiarisce la situazione di Palacio che non sarà sottoposto a ulteriori consulti medici e non rientrerà a breve. "C'è una nostra comunicazione ufficiale a fronte della quale non si può dire che il giocatore rientra con la Roma. E' inutile creare illusioni. C'è una lesione di secondo grado, è grave, non voglio indicare i tempi perchè altrimenti - spiega l'allenatore rivolto ai giornalisti - ci fate il titolo ma l'interpretazione data dai giornali è sbagliata.


Sulla partita contro l'Atalanta: "Abbiamo rabbia e voglia di fare risultato davanti ai nostri tifosi". Stramaccioni esprime con queste parole i sentimenti con cui l'Inter affronta l'Atalanta senza Palacio e senza Milito. "C'è tanta voglia di mettere in campo questa rabbia. Ci siamo allenati bene, con l'Atalanta - dice - sarà una partita chiave. I ragazzi sono carichi, non ho visto nessuna perdita di fiducia anzi, domani è importantissimo il risultato. I tifosi capiscono il momento e ci stanno vicino. Visti anche gli scontri diretti, se dovessimo battere l'Atalanta i giochi sono aperti e io ho fiducia".






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Balotelli, sigaretta in bagno sul treno

Mario-BalotelliStavolta nessuno sale sulle cappelliere, ma l'attaccante movimenta il viaggio: il capo treno becca Mario a fumare e si lamenta con Galliani che si affida al francese.


Se mai avessero ancora avuto una mezza idea di rifarlo, ci ha pensato direttamente il preside a dissuaderli. Adriano Galliani si presenta nella carrozza numero due con il cappello rosso appena donato dal capotreno calzato sulla testa (a dire il vero gli sta anche abbastanza bene) e si guarda intorno sforzandosi di restare serio.


Cappelliere sgombre, solo qualche trolley, nessun giocatore appollaiato a dormire sul Frecciarossa 9549 diretto a Firenze. El Shaarawy regolarmente seduto davanti ad Antonini, nel salottino successivo Balotelli e Niang. Silenziosi e composti. Solo che il capotreno Galliani non è che venga preso molto sul serio: Niang gli si avvicina da dietro e gli piazza le cuffione dell’iPod sulla testa. Effetto comico assicurato, anche perché l’a.d. rossonero sta al gioco volentieri. "Meglio fare queste cose piuttosto che montare sulle cappelliere", dice fra le risate di tutta la carrozza. "Preferisco il treno all’aereo, fa più gita scolastica".


Effettivamente l’impressione è quella. L’umore è alto ma questo non significa che la squadra non sia concentrata. "Questo cappello mi piace perché è rosso e nero", sorride Galliani, che poi lo consegna ufficialmente a Niang. Se lo mette in testa anche lui, ma rispetto all’a.d. non è minimamente credibile. M’Baye è una sorta di luogotenente, e di lì a poco dovrà farsi ambasciatore del suo amministratore delegato perché arriva il capotreno quello vero che fa a Galliani: "Mi sa che bisogna tirare le orecchie a Balotelli. Ha fumato in bagno". Ahia, questa è un’altra cosa che in treno non si può fare. Non ci sono i rilevatori di fumo come in aereo, ma bastano gli occhi di un controllore. Galliani si fa serio per un attimo: "Vuol dire che lo multeremo". Comunque la balotellata è di lieve entità, e così il buonumore torna subito: "Niang, tu che sei un bravo figliolo, vai a dire al tuo amico Mario che sta per beccarsi una multa". Poi telefona a Raiola: "Mino guarda che il tuo ragazzo stava fumando nella toilette del treno". Sorride: "Io e Mino lo marchiamo stretto, strettissimo...".


Più o meno come hanno fatto un centinaio di tifosi e curiosi quando Mario si è presentato in stazione Centrale a Milano intorno alle cinque di ieri pomeriggio col resto della squadra. Foto ricordo e richieste di autografi grossomodo per tutti, ma quando è arrivato lui - divisa sociale senza giacca, cappellino da baseball nero borchiato e solite supercuffie rosso fuoco - la stazione si è praticamente paralizzata per un paio di minuti. Nel salire la scalinata che porta ai binari ha avuto bisogno di un cordone di quattro persone, fra bodyguard del Milan e agenti di polizia, per essere "protetto" dall’assalto dei tifosi. La star della stazione. "Dai Mario, faccene due a Firenze", è stato l’invito più gettonato. Anche Boateng si è presentato con un cappellino da baseball nero, ma nel suo caso nascondeva sotto una sorpresa: Prince ha deciso di farsi biondo platino. Chiarissimo sui lati, dove è rasato, mentre la cresta è più giallognola. Una novità che risale a ieri, quando il Boa si è presentato così a Milanello per la rifinitura. Dopo le creste anche le tinte (ci aveva già provato Muntari, ma era durata poco): Berlusconi dovrà mettersi il cuore in pace.






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joi, 4 aprilie 2013

Il derby può attendere per la Lazio

vladimir-petkovic-3Questa sera la Lazio sarà di scena ad Istanbul, dove in una gara valida per l'andata dei quarti di finale di Europa League, affronterà il Fenerbahçe.


L’appetito vien mangiando…Da quando esiste la UEFA Europa League, nessuna squadra italiana aveva mai raggiunto i quarti di finale. La S.S. Lazio però non vuole fermarsi sul più bello, alla finale dell’Amsterdam Arena mancano “solo” quattro partite e i Biancocelesti, imbattuti nella manifestazione, hanno dimostrato di potersela giocare con chiunque: al derby contro l’AS Roma si penserà da venerdì, nei pensieri di Vladimir Petković e dei giocatori c’è solo il Fenerbahçe SK .


“Si tratta di un avversario molto valido, conosciuto a livello europeo, con questo campo e con il loro pubblico hanno un piccolo vantaggio”, spiega il tecnico bosniaco nella conferenza stampa pre-gara, “Dobbiamo sfruttare le nostre caratteristiche fisiche e mentali per affrontare e superare questo avversario. Al derby penserò da venerdì, ogni partita è più importante della precedente e questo è un messaggio che continuo a trasmettere alla squadra”.


I dubbi della vigilia sembrano essere in difesa e a centrocampo: Giuseppe Biava, Michaël Ciani e Lorik Cana sono in lizza per due maglie, come Cristian Ledesma, Ogenyi Onazi e Hernanes. Petković, non una novità, preferisce non sbottonarsi. "Tutti i convocati stanno bene e possono giocare, chi entra in campo sarà il migliore che ho a disposizione", spiega a proposito delle condizioni di Biava. Quanto al Profeta, indica invece il tecnico, “non ha bisogno di riposare, si deve sfruttare ogni partita per dimostrare e dare tutto per la squadra”.


Il terminale offensivo sarà Libor Kozák, capocannoniere della UEFA Europa League, anche se Miroslav Klose è stato convocato e si deciderà giovedì “se utilizzarlo dall'inizio o aspettare nel corso della partita”.


Oltre al valore della squadra turca, a preoccupare la Lazio c’è soprattutto il fattore “Şükrü Şaracoğlu”, una specie di fortino per la squadra guidata da Aykut Kocaman. “I giocatori sanno cosa succede qui, i vari rituali, sarà un ambiente caldo e dovremmo essere bravi”, sottolinea Petković, “In tutti questi anni il Fenerbahçe è cresciuto, ci ho giocato quando allenavo lo [BSC] Young Boys. Ora arrivo qui con una squadra più blasonata e di valore, cercheremo di metterli in difficoltà”.


Lorik Cana, in rampa di lancio per una maglia da titolare in difesa, conosce molto bene la Super League turca avendo indossato - nel 2010/2011 - la maglia del Galatasaray, prima di approdare alla Lazio nell’ambito della trattativa in cui il portiere uruguaiano Fernando Muslera fece il percorso inverso. “Conosco come il mister il calcio turco”, osserva l’albanese, “ci aspetta una squadra di valore e che inizierà la partita a cento all'ora. Spetta a noi reagire subito ed entrare in partita”.


Con il “Gala” ha affrontato il Fenerbahçe in una sfida infuocata, lunedì se la vedrà con la Roma: per Cana saranno quattro giorni all’insegna di un doppio derby. “Sarà una partita particolare perchè ho giocato con il Galatasaray e sono anche un tifoso”, conclude, “ma sono un professionista e penserò soltanto al campo. Certo, conosco bene l'ambiente e mi fa piacere poter aiutare gli altri ad ambientarsi”.






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