marți, 1 decembrie 2015

Ventura vuole il derby di coppa e fa poco turnover

Giampiero Ventura

Per dare continuità alle due vittorie consecutive in campionato e per regalarsi il derby di coppa contro la Juventus: sono questi gli obiettivi del Toro, oggi alle 18, affronterà il Cesena di Drago. 

Una sfida assolutamente da non sottovalutare, e anche per questo motivo il tecnico opterà per un turnover piuttosto contenuto. In difesa Ventura non ha ancora sciolto gli ultimi dubbi di formazione, fin dal portiere.

Dovrebbe giocare il titolare, Daniele Padelli, anche se l’uruguayano Ichazo proverà fino all’ultimo a conquistarsi una maglia da titolare. Davanti all’estremo difensore partirà sicuramente Moretti, che non ha un sostituto disponibile, visto che Gaston Silva non ha recuperato dai fastidi muscolari.

Insieme a lui ci sarà Jansson, che darà riposo a uno tra Glik e Bovo: il capitano appare il candidato principale a finire in panchina. Sulle fasce si conquistano una maglia da titolare Zappacosta e Molinaro, con Bruno Peres almeno inizialmente fuori, mentre in mezzo al campo si rivedrà, dopo oltre un mese, Alessandro Gazzi. Come mezzali, il tecnico sembra orientato a puntare su Benassi e Baselli, con Prcic pronto a subentrare a gara in corso.

Davanti, con l’assenza di Quagliarella, dovrebbero cominciare Maxi Lopez e Martinez: i riflettori saranno puntati soprattutto su quest’ultimo, a rischio taglio nel mercato di gennaio.

Torino (3-5-2): Padelli; Bovo, Jansson, Moretti; Zappacosta, Benassi, Gazzi, Baselli, Molinaro; Maxi Lopez, Martinez. A disposizione. Ichazo, Castellazzi, Glik, Pryyma, Bruno Peres, Vives, Acquah, Prcic, Amauri, Belotti. Allenatore. Ventura.

Indisponibili: Gaston Silva, Maksimovic, Avelar, Obi, Farnerud, Quagliarella



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duminică, 18 octombrie 2015

Inter-Juventus, il Derby d'Italia per il rilancio

Inter-Juventus, il Derby d'Italia per il rilancio

L'Inter per l'allungo, la Juventus per tornare in gioco in campionato: questa sera presso lo stadio San Siro di Milano andrà in scena un'Inter-Juventus pregna di significato. 

Soprattutto per i nerazzurri, che vogliono tornare a vincere in casa dopo più di cinque anni: già, perchè l'ultima vittoria tra le mura amiche contro i bianconeri è datata 16 aprile 2015.

Gli allenatori hanno ancora qualche dubbio di formazione: Mancini deve scegliere chu schierare a sinistra tra il nuovo acquisto Alex Telles e il più coperto Juan Jesus, mentre a centrocampo sono in ballottaggio due tra Medel, Felipe Melo e Kondogbia.

Davanti Jovetic dovrebbe farcela. Allegri è pronto invece a schierare un 3-5-2 con Evra e Cuadrado sulle fasce, e il recuperato Marchisio a guidare il centrocampo. Davanti la coppia formata da Morata e Dybala.

INTER (4-4-2): Handanovic; Santon, Miranda, Murillo, Juan Jesus; Guarin, Felipe Melo, Medel, Perisic; Icardi, Jovetic.

Panchina: Carrizo, Ranocchia, Montoya, D'Ambrosio, Nagatomo, Telles, Gnoukouri, Brozovic, Kondogbia, Biabiany, Palacio, Manaj.

Allenatore: Mancini. 

JUVENTUS (3-5-2): Buffon; Barzagli, Bonucci, Chiellini; Cuadrado, Khedira, Marchisio, Pogba, Evra; Morata, Dybala.

Panchina: Neto, Audero, Rugani, Alex Sandro, Padoin, Lemina, Sturaro, Asamoah, Pereyra, Hernanes, Zaza, Mandzukic.

Allenatore: Allegri.



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joi, 17 septembrie 2015

Ritrovarsi in Europa per ritrovare l'Europa

Maurizio Sarri

Non avrà la vera forza del San Paolo stasera il Napoli contro i belgi del Bruges. 

Ma stasera non ci saranno scuse: bisogna vincere. Sarri cerca nel suo esordio europeo i 3 punti ed una prestazione convincente per calmare un po' le acque intorno al suo Napoli. La squadra a partire dall'esordio con il Sassuolo ha visto progressivi miglioramenti. In attacco le cose cominciano a girare bene. Con il 4-3-3 la squadra ha asfissiato l'Empoli, anche perchè i toscani erano ormai stanchi ed il Napoli aveva inserito forze fresche di livello, ed anche con il 4-3-1-2 che piace a Sarri si vedono sprazi di buon gioco. E' più dietro che le cose non vanno. A centrocampo Allan non è ancora quel mastino che si aspettavano tutti, così come è ancora spenta la luce di quel Valdifiori che del Napoli dovrebbe essere il faro. Forse anche per questo in difesa si prendono troppi gol, ma anche perchè tra i difensori azzurri in molti stanno soffrendo di problemi individuali. Carenze a cui si sopperirà con il tempo e con il lavoro. Per ora si fa affidamento alla sempre sana "cazzimma" richiamata anche da Sarri in conferenza stampa. Il Napoli deve ritrovare la vittoria a tutti i costi. Si sa, vincere aiuta a vincere, e con la fiducia nei propri mezzi questa squadra potrà cominciare a convertire i progressi mostrati in risultati. 

Insomma contro il Bruges si cerca una vittoria che possa aprire un ciclo importante anche in campionato. Così si potrà ricominciare a scalare la classifica e andarsi a riprendere l'Europa anche l'anno prossimo (magari quella che conta). Così si potrà riconquistare l'affetto del San Paolo (al di là delle polemiche tra patron e tifoseria) e dare a Sarri un'arma decisiva per andare avanti in Europa e per riprendersela di nuovo. 



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luni, 25 mai 2015

Lazio-Roma: Sfida per il secondo posto o Champions a braccetto

Lazio-Roma: Sfida per il secondo posto o Champions a braccetto

Lazio e Roma di fronte per un derby della Capitale reso meno importante dal ko del Napoli. Giallorossi sicuri della Champions, a Pioli basta un punto. 

La sconfitta del Napoli allo Juventus Stadium ha finito per ridimensionare l'importanza del derby tra Lazio e Roma, spostato al lunedì su richiesta biancoceleste tra mille polemiche. La squadra di Garcia è già certa della qualificazione Champions, mentre a quella di Pioli basterà un pareggio. Resta in ballo soltanto il secondo posto (giallorossi a +1), e dunque la possibilità di evitare gli 'odiosi' preliminari.

Sul fronte Lazio, mister Pioli deve valutare le condizioni dei suoi dopo la sfortunata finale di Coppa Italia, protrattasi fino ai tempi supplementari. Sicuro il ritorno alla difesa a quattro, con la riproposizione di Gentiletti e l'impiego di Lulic sulla sinistra.

Fuori causa Radu, mentre Biglia sembra sempre più vicino al recupero, con Cataldi verso la panchina. In mezzo al campo l'argentino dovrebbe affiancare Parolo, sulla trequarti riecco Mauri al fianco degli intoccabili Candreva e Felipe Anderson. Prima punta Klose, con Djordjevic pronto a subentrare. L'altra opzione per Pioli sarebbe riproporre la difesa a 3, con Lulic avanzato in mediana e Mauri in panchina.

Sul fronte Roma, il jolly Florenzi dovrebbe giocare alto nel tridente, assieme a Totti ed Ibarbo, preferito a Iturbe e Ljajic. A centrocampo Pjanic è in vantaggio su Keita per affiancare De Rossi e Nainggolan. Difesa con Astori favorito su Yanga-Mbiwa e fasce presidiate da Torosidis e Holebas.



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joi, 14 mai 2015

Montella e la legge del contrappasso per conquistare la finale e tenersi stretta Firenze

Vincenzo Montella

Il fiorentino Dante Alighieri ha scritto una Commedia, Divina di nome e di fatto, in cui cantava l’Inferno.

Potesse la sua penna ancora ricamare arte, aggiungerebbe un cerchio, in chiave calcistica, al suo inferno: ‘Gli Sciuponi’. ‘Gli Sciuponi’ sono quei giocatori che, dopo un’azione corale da manuale, soli davanti al portiere o a porta spalancata, non trasformano in gol cotanta fatica del collettivo. Per contrappasso questi uomini sarebbero costretti, morte natural durante, a calciare infiniti palloni in una porta completamente rivestita di mattoni.

Lasciamo pure in pace il sommo poeta, ma il parallelismo è più che mai calzante dopo la pesante sconfitta della Fiorentina al Sanchez Pizjuan. Perdere a Siviglia è più che lecito, per carità. Un vero inferno, per rimanere in tema, tra i campo più caldi d’Europa. Il passivo, ecco, quello no. Tre gol di scarto chiudono (quasi) i conti per l’accesso alla finale. Il peccato, e da qui la menzione dantesca, è non avere concretizzato quel, o meglio, quei gol che avrebbero cambiato la partita e le sorti della semifinale. Gomez, Mati Fernandez, Salah con un posto prenotato sul barcone di Caronte. Errori gravi con quel Lucifero di Unai Emeri a fregarsi le mani e a caricare il suo Siviglia per guadagnarsi il replay della finale (e della vittoria) della passata edizione.

Montella e i Della Valle ci credono. Non si può sprecare un cammino così esaltante: dal Tottenham dell’uragano Kane, allo scontro tutto italiano con la Roma, fino alla recente vittoria sulla Dinamo Kiev. Montella, inconsciamente, usa nelle sue dichiarazioni la legge del contrappasso: “Così come loro sono riusciti a fare tre gol in casa, perché non potremmo farli noi?”. “Bravo Vincenzo, meriti un bel 9” - avrebbe detto la sua insegnante di italiano. Nove, come il numero che ha avuto sulla schiena per una vita. Nove, il simbolo di un attaccante da 20 gol a stagione che, quest’anno, gli è mancato.

Doveva essere Rossi, prima dell’ennesimo crac. Tranquilli è arrivato Mario, uno che sa come buttarla dentro. O meglio sapeva. Va bene, puntiamo sui giovani. Bernardeschi, crac. Babacar, dai che ci siamo: che gol a Kiev! Ti prego, ora no, nessun crac. Ok, ‘strap’. Lesione al collaterale e bandiera bianca dell’aeroplanino, vinto dalla sorte.

Stasera a Firenze sarà di scena l’atto finale della sfida con il Siviglia. La margherita di Montella è giunta ai fatidici ultimi due petali: m’ama o non m’ama? Firenze lo ama, l’amarezza di arrivare ad un passo dall’atto finale, leggi Coppa Italia e (forse) Europa League, può incrinare il sentimento. Il sommo poeta avrebbe notevoli spunti per ricavare una Commedia da favola. Nel frattempo ci proverà Montella coi fatti sul campo.



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miercuri, 13 mai 2015

Benitez: l’uomo delle coppe traccia la strada verso Varsavia

Rafa Benitez

Ogni partita ha una sua vigilia, ma quelle di Coppa hanno un retrogusto tutto da assaporare. 

Soprattutto quando arrivi in fondo, ti districhi tra gironi eliminatori, fredde trasferte ai confini dell’Europa e poi via nel vortice dei sorteggi e degli scontri diretti. Lo sa bene Rafa Benitez che quando vede un tabellone punta il dito sulla strada verso la finale. GPS incorporato nei polpastrelli, solco deciso sulla cartina direzione, questa volta, Varsavia.

La prima nel 2004 col suo Valencia: si chiamava ancora Coppa Uefa, ma poco cambia. Niente gironi, un unico labirinto, stile settimana enigmistica, la cui soluzione era nella città di Göteborg, sede della finale. Prima, lo scontro fratricida con il Villareal, sconfitto di misura nelle sfida di ritorno.

L’anno dopo il passaggio al Liverpool e l’insediamento nella storia dei Reds. Dicevamo delle vigilie. Quella sera ad Istanbul un leggero vento portava la voce del muezzin alle orecchie di Rafa, che contemplava l’orizzonte ai confini tra Europa ed Asia. I pensieri si accavallavano al ritmo delle preghiere: la sua prima finale di Champions era alle porte e davanti aveva un Milan, con una storia che parlava da sè. La metodicità della sua preparazione al match fu sbaragliata dagli eventi: sotto di tre gol davanti al tè (turco) dei primi 45. Nessuno seppe cosa successe negli spogliatoi delle due squadre. Rafa, in cuor suo, doveva portare a termine quel viaggio iniziato a settembre. Questa volta le sue dita si erano aperte a compasso due volte: dall’Inghilterra al Continente e dal Continente alla Turchia. Troppi sforzi per arrivare fin là, troppi per cedere. Ribaltone incredibile e Coppa al Liverpool.

L’uomo delle Coppe appunto. Non contiamo quelle nazionali, per carità. Troppo facili per Rafa. Quasi come il Mondiale per Club conquistato con l’Inter, con il beneplacito di Mourinho e grazie all’harakiri del ben più quotato Internacional, che spalancò le porte della finale ai congolesi del Mazembe. Tornando alle cose serie, ancora Inghilterra: questa volta Chelsea. Troppo tardi per inseguire una Champions prima vinta e poi abbandonata da Di Matteo. Toh chi si rivede, la nostra cara Europa League: dove si deve andare? Amsterdam? Perché no. Detto fatto. Benfica sconfitto ed un altro trofeo in bacheca.

Il presente dice Napoli. Il presente è la semifinale di ritorno di Europa League a due anni dalla notte di Amsterdam. La camera con vista affaccia sul fiume Dnepr, omonimo della squadra che lo separa dall’ennesima finale. L’andata, tra veleni e rimpianti, ha portato in tasca un pareggio con gol. Risultato da bollino arancione, perché in terra ucraina bisogna segnare. Come è successo a Wolfsburg, basterebbe anche meno, ma l’approccio è quello. Rafa, guardando la cattedrale bizantina di Santa Sofia, prenderà spunto per costruire il mosaico ideale per mandare kappaò il Dnipro. Col dito era arrivato a Varsavia, anima e cuore sono già in viaggio da tempo, ma Higuain e compagni dovranno provvedere al resto. Con l’uomo delle Coppe tutto si può fare per garantirsi un’altra vigilia. Con la ‘V’ maiuscola naturalmente.



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luni, 11 mai 2015

Juventus, Vidal: "Vogliamo la finale"

Arturo Vidal

Arturo Vidal ha dichiarato che la Juventus darà il massimo per superare l'ostacolo rappresentato dal Real Madrid.

Mercoledì sera i campioni d'Italia in carica affronteranno la squadra di Carlo Ancelotti nella semifinale di ritorno di Champions League. La settimana scorsa a Torino la Juventus ha battuto il Real nella partita di andata con il risultato di 2-1.

Il centrocampista cileno è carico e determinato in vista della sfida del Bernabeu: "Siamo concentrati. Abbiamo vinto lo scudetto con merito e adesso pensiamo alla finale di Champions League".

Vidal, durante l'intervista rilasciata ai microfoni di Sport Mediaset, ha parlato anche del suo momento personale: "All'inizio dell'anno ero in difficoltà a causa di alcuni problemi al ginocchio, ma adesso sto bene, sono in forma e voglio vincere. Mi hanno dato fastidio alcune voci su di me e sulle mie condizioni fisiche anche perché mi sono sempre allenato con impegno per recuperare e tornare al top della forma".

La Juventus è reduce dal pareggio casalingo ottenuto contro il Cagliari. La sfida che sabato ha visto protagoniste i bianconeri e la squadra sarda si è conclusa con il risultato di 1-1.

Il Real Madrid nel turno scorso di campionato ha pareggiato per 2-2 al Bernabeu contro il Valencia.



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